Nome: Lepanthes calodictyon f. xanthina Luer
Etimologia: calodictyon = bella rete — è composto dalle parole greche kalos (bello) e diktyon (rete) e si riferisce alla spettacolare venatura reticolata delle foglie; xanthina = giallo/giallastra (dal greco xanthos), rimanda al colore giallo puro dei fiori di questa forma.
Prima descrizione: nel 2009, a opera di Carlyle August Luer (per f. xanthina); la specie Lepanthes calodictyon fu descritta per la prima volta nel 1861 da William Jackson Hooker.
Origine / Distribuzione: Colombia occidentale ed Ecuador.
Luogo di crescita / Habitat: Cresce come epifita nelle umide foreste montane nebulose, ricche di muschio, a quote comprese tra 450 e 1500 metri. Dopo l’estrazione dal flacone necessita di condizioni da ombreggiate a semiombreggiate (niente sole diretto), di un’umidità dell’aria costantemente elevata, pari al 75–85 %, e di una circolazione d’aria continua e delicata.
Descrizione & Note: Lepanthes calodictyon f. xanthina è una forma cromatica estremamente rara, descritta in ambito botanico, di questa iconica orchidea in miniatura. Condivide con la specie tipo le caratteristiche foglie quasi rotonde e fortemente ondulate, dalla suggestiva venatura reticolata. La particolarità della forma xanthina sono i fiori: mentre la forma tipica produce fiori rossi e gialli, f. xanthina presenta fiori di un giallo puro e brillante. I delicati fiori sbocciano continuamente direttamente sulla pagina superiore delle foglie. La riproduzione da seme ottenuta tramite impollinazione libera (OP / open pollinated) lascia prevedere che le plantule presentino questa ambita variante cromatica gialla. Una rarità eccezionale per la coltivazione in terrario, in vetrina o in giardino in bottiglia.
Coltura in vitro: Riceverete un flacone contenente 4 giovani piante. Di norma le piante sono già abbastanza grandi da poter essere estratte dal flacone. Dopo l’apertura, rimuovete con particolare delicatezza il terreno di coltura dalle radici molto fini usando acqua tiepida e collocate le giovani piante su sfagno umido oppure in un substrato molto fine, arioso e capace di trattenere leggermente l’umidità. Nelle prime settimane consigliamo un’umidità dell’aria molto elevata, condizioni da fresche a intermedie, luce schermata e un movimento d’aria delicato e costante. Mantenete il substrato costantemente leggermente umido ed evitate che si asciughi completamente.