Nome: Dendrobium chrysotoxum Lindl.
Sinonimi: Callista chrysotoxa (Lindl.) Kuntze; Dendrobium suavissimum Rchb.f.; Dendrobium chrysotoxum var. delacourii Rolfe.
Etimologia: chrysotoxum = arco dorato — deriva dal greco chrysos (oro) e toxon (arco), con riferimento alle infiorescenze arcuate di colore giallo dorato.
Prima descrizione: Descritta nel 1847 da John Lindley.
Origine / distribuzione: Sud-est asiatico (India, Myanmar, Thailandia, Laos, Vietnam e Cina meridionale/Yunnan).
Località / habitat: Epifita nelle foreste decidue aperte o nelle foreste montane sempreverdi, ad altitudini comprese tra 400 e 1.600 m. Predilige ambienti luminosi, spesso esposti al sole, con marcate alternanze stagionali tra stagione delle piogge e stagione secca.
Descrizione e note: Questa specie impressionante sviluppa pseudobulbi claviformi e scanalati, che all’apice portano diverse foglie coriacee di colore verde scuro. Le infiorescenze sono ricche di fiori cerosi, fino a 20, di colore giallo dorato e dal profumo intenso, simile al miele. Il labello è spesso ricoperto di peli arancio-gialli più scuri e crea un bellissimo contrasto con i tepali più chiari.
In coltivazione, Dendrobium chrysotoxum ha bisogno di molta luce (da luminosa a molto intensa) e, durante il periodo di crescita, di abbondante acqua e fertilizzante. Importante per una fioritura riuscita: In inverno è necessario un periodo di riposo rigoroso, con temperature nettamente più fresche e quasi completa assenza di acqua (solo qualche nebulizzazione occasionale per evitare un eccessivo raggrinzimento). Senza questo riposo fresco e asciutto, in primavera la fioritura generalmente non avviene.