Nome: Bulbophyllum Frank Smith
Sinonimi:
Etimologia: Prende il nome da quello scelto dal coltivatore per questa registrazione.
Prima descrizione: Registrato nel 1999 da B. Thoms. Si tratta di un ibrido primario tra Bulbophyllum lobbii × Bulbophyllum carunculatum (sin. Bulbophyllum amplebracteatum subsp. carunculatum).
Origine / Distribuzione:
Ibrido coltivato (le specie parentali provengono originariamente dal Sud-est asiatico, in particolare dall’Indonesia e dalle Filippine).
Posizione / Habitat:
Questo ibrido non esiste in natura. Predilige tuttavia condizioni simili a quelle delle specie parentali, originarie delle foreste tropicali di pianura e montane: temperature da calde a intermedie, mezz’ombra e un’elevata umidità dell’aria durante tutto l’anno, oltre a una buona circolazione dell’aria.
Descrizione & Osservazioni:
Bulbophyllum Frank Smith è un ibrido vigoroso e molto popolare, noto per i suoi vistosi e grandi fiori solitari. Riunisce le caratteristiche robuste e la struttura floreale a stella di Bulbophyllum lobbii con i colori intensi e il labello dalla struttura marcata di Bulbophyllum carunculatum. I fiori sono perlopiù giallastri o di un intenso color ambra, spesso attraversati da sottili linee o macchie bruno-rossastre, e presentano il labello mobile, tipico del genere.
In coltivazione, grazie all’effetto ibrido, questa pianta si dimostra spesso più adattabile e incline alla fioritura rispetto alle specie pure. Data la crescita strisciante dei suoi pseudobulbi, si consiglia di coltivarla in ciotole basse, cesti o su grandi pezzi di sughero. Durante la fase di crescita, il substrato (corteccia di media pezzatura o muschio di sfagno) va mantenuto costantemente umido, evitando però i ristagni d’acqua. Un’elevata umidità dell’aria (oltre il 70%) favorisce un vigoroso sviluppo dei nuovi germogli.